Il Sator nel Chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo

La nostra perlustrazione, per trovare il tanto richiesto e ricercato simbolo, ha inizio proprio dalla galleria della parte sud-ovest, del Chiostro. Non è però tutto così semplice come può sembrare, infatti, non si trova con molta facilità!!!

7777Solitamente arrivando si è frementi di curiosità e quando si entra nel Chiostro la prima cosa che ci si aspetta di trovare ben visibile  è  proprio  il Sator! Anche perchè spesso si giunge in abbazia avendo già colto le prime informazioni su internet. Poi, ovviamente si rimane un pò delusi per via della sua poca visibilità. Fortunatamente, da qualche anno, è stato posto un pannello di plexiglass a protezione, visto che il graffito nell’intonaco stava andando a deperirsi.  Comunque,  per essere ancora più chiari, per quanto riguarda la sua collocazione, entrando dal portone centrale, passando oltre la porta dell’ufficio parrocchiale, dopo i pannelli con i ritratti dei papi, si deve imboccare la prima galleria  sulla destra. E lo si trova subito dopo aver fatto pochi passi, sul muro di destra.filename-imgp8746-jpg

Questo simbolo, che ha una struttura denominata palindroma, è stato interpretato in vari modi e rappresentato in varie forme.

Ritenuto da alcuni un cittogramma cristiano che nel simbolo dell’aratro a forma di croce e nelle venticinque lettere sembra alludere alla sofferenza redentiva di Cristo.

SATOR      AREPO      TENET      OPERA       ROTAS

Se proviamo a scrivere le cinque Valvisciolo_SATORparole una di seguito all’altra, capiamo subito che formano insieme una frase detta appunto palindroma, che può essere letta anche in senso inverso.

S A T O R A R E P O T E N E T O P E R A R O T A S

Possiamo notare che anche la parola TENET è palindroma, mentre se leggiamo al contrario la parola SATOR vine fuori ROTAS. E ancora se facciamo lo stesso con la parola OPERA leggiamo AREPO. Affascinante vero?

Questa struttura  è stata rinvenuta in molti luoghi soprattutto in Europa e citata in vari studi, però, sempre sotto forma di download (1)quadrato (in forma circolare ve n’è un esemplare ad Aosta nel pavimento musivo della Chiesa di Sant’Orso e due esemplari a Siena).

Mentre l’esemplare  di Valvisciolo è stato inciso a forma circolare, radiale e fino ad oggi rappresenta un unicum. Da molti interpretato come : << il seminatore con l’aratro regge a fatica le ruote>>.

Molte sono le interpretazioni  elaborate su queste parole e qui di seguito ne riporto solo alcune:

 

– Dio  (SATOR, il creatore) – domina e regge (TENET) – le opere del creato (ROTAS OPERA) e quanto la terra produce (AREPO, aratro).

– Il seminatore (SATOR) sul suo carro (AREPO è parola di origine celtica il cui significato è simile a carro) dirige (TENET) con perizia (OPERA) le ruote (ROTAS, qui le ruote stanno a significare le orbite dei corpi celesti).

Ivana Niccolai propone la seguente traduzione:

Il Seminatore (Dio creatore) Areopago (che giudica) dirige con cura le ruote (le sfere celesti e le orbite dei pianeti).
In generale la struttura palindroma fu ritenuta inizialmente di origine medioevale. Alcuni ritengono che la struttura all’interno di un quadrato download (1)potesse essere un modo in cui i primi cristiani adoravano la croce e che utilizzassero questo modo per dissimularla a causa delle persecuzioni. Nel 1926 il pastore evangelista Felix Grossner ipotizzò che le venticinque lettere possono essere disposte tra loro in modo tale da formare la frase :

PATER NOSTER

Quindi incrociate tra loro (a formare una croce) e poste tra una A ed una O, corrispondenti alle lettere greche Alfa ed Omega, principio e fine di tutte le cose.

imagesIl 5 ottobre del 1925 l’archeologo Amedeo Maturi durante alcuni scavi archeologici condotti nell’antica città di Pompei scoprì una struttura palindroma in una parte dell’intonaco della casa di P. Paquio Procuro. Questa scoperta fece scattare altri interrogativi sull’ origine di questa struttura.

Insomma abbiamo visto che numerose sono le ipotesi e numerosi sono gli studiosi che tentano di dare a questa struttura una origine ed una spiegazione.  E’ stato anche ipotizzato un legame tra il Sator e i Cavalieri Templari, che potrebbero aver utilizzato tale struttura per contrassegnare luoghi particolari.

Sta di fatto che tutt’oggi rimane una simbologia ancora da decifrare.

By Sonia Testa

 

Per approfondimenti:

Sonia Testa, Simboli Templari Medioevali Rinascimentali a Sermoneta, 2012 Roma

Sonia Testa, Abbazia di Valvisciolo, Vallis Lusciniae, 2007

 

Pubblicato da conoscerepertutelare

L’accesa passione per la ricerca, per la storia, per l’andare a fondo su determinati temi e l’amore per la sua città ha influenzato fino ad ora le numerose pubblicazioni della scrittrice Sonia Testa. In effetti, la ricostruzione di cicli pittorici, attraverso solerti e tenaci indagini d’archivio è per la studiosa una vera e propria vocazione. Dalla sua costanza e curiosità sono scaturite notizie importanti e soprattutto inedite, che hanno contribuito a fare luce su questioni irrisolte da anni. Studi che hanno ad esempio contribuito a dare una paternità legittima ad alcune opere erroneamente attribuite ad autori che non potevano materialmente (perché già scomparsi) averle eseguite. Hanno dato datazioni corrette a opere che per anni erano state datate erroneamente. Hanno dato letture corrette ad affreschi che nessuno prima aveva letto accuratamente. Hanno anche contribuito a tracciare biografie di artisti poco noti al pubblico. Per, Sonia Testa, lo studio e la ricerca sono sempre stati due perni importanti nella propria vita e per questo è stata spesso definita da alcuni “topo d’archivio”. Inoltre i suoi studi sono sempre stati corredati dalla divulgazione delle scoperte fatte in un linguaggio semplice, schietto, chiaro, privo di termini obsoleti e desueti. Ma con toni frizzanti e rivolti soprattutto a fare conoscere. Perché uno degli scopi primari di queste pubblicazioni è proprio quello di far scoprire il patrimonio storico artistico di Sermoneta affinché possa essere protetto, valorizzato e tutelato. Lo slogan abbracciato dalla studiosa da diversi anni è proprio questo: conoscere per tutelare!