Abbazia di Valvisciolo: orari, cosa visitare,contatti per le visite guidate

Abbazia di Valvisciolo: orari, cosa visitare, contatti per le visite guidate

Se siete curiosi di scoprire i segreti nascosti di un luogo ricco di storia e mistero, l’Abbazia di Valvisciolo è la meta perfetta per voi. Situata a pochi Km dalla suggestiva cittadina di Sermoneta, questa antica abbazia è pronta ad accogliervi con le sue porte aperte e a svelarvi i suoi affascinanti segreti. Con visite guidate condotte da esperti come Sonia Testa, potrete immergervi in un viaggio nel tempo e scoprire l’eredità dei Cistersensi, l’enigma dei Templari e tanto altro ancora. Non perdete l’occasione di visitare l’Abbazia di Valvisciolo, un’esperienza unica che vi lascerà senza parole.

ORARI DI APERTURA

Su alcuni siti e blog si legge spesso che quest’abbazia è aperta solo nei fine settimana. Nulla di più sbagliato!!!

L’abbazia è aperta tutti i giorni dalle ore 7:00 alle ore 12:30 e nel pomeriggio dalle ore 14:30 (15:30 estivo) alle ore 18:00 (19:00 estivo).

Si può visitare senza pagare alcun ticket d’ingresso.

Un viaggio nella storia dell’Abbazia di Valvisciolo

Un viaggio nella storia dell’Abbazia di Valvisciolo ti porterà indietro nel tempo, immergendoti in un’atmosfera misteriosa e affascinante. Questo antico complesso monastico, situato a Sermoneta, è una gemma nascosta che merita di essere scoperta. Camminando tra le antiche mura di pietra calcarea locale, potrai respirare l’aura di secoli di preghiere e meditazione. Ma non preoccuparti, non sarai da solo in questo viaggio: le visite guidate condotte da esperti come Sonia Testa ti guideranno attraverso i segreti e le curiosità dell’abbazia. Scoprirai storie di monaci cistersensi che hanno dedicato la loro vita alla contemplazione e avrai l’opportunità di ammirare gli affreschi del Pomarancio. Quindi, metti da parte il tuo smartphone (oppure tienilo pronto per scattare foto incredibili) e concediti un tuffo nella storia visitando l’Abbazia di Valvisciolo. Sarà un’esperienza indimenticabile!

Visitare l’Abbazia di Valvisciolo è come fare un salto nel passato e lasciarsi avvolgere dal fascino della storia!

 

VISITE GUIDATE  E CONTATTI

E’ possibile prenotare delle visite guidate sia per singoli che per gruppi con la guida:

Sonia Testa, prenotazione obbligatoria cellulare 3492571916

oppure e-mail [email protected]

Costi per singoli (5 euro a persona). Per gruppi organizzati (50 euro). La visita guidata dura circa 45 minuti.

Le visite guidate possono essere effettuate tutti i giorni previa prenotazione

 

(comunque alle 10:30 di tutte le domeniche la guida è a disposizione per un tour guidato nell’abbazia)

Ogni domenica mattina alle 10:30 ti aspettiamo per un’emozionante visita guidata tra le antiche mura di questa meraviglia storica. Immergerti nella bellezza di un luogo intriso di storia e spiritualità, circondato da un paesaggio mozzafiato sulla pianura Pontina. Non dimenticare la tua macchina fotografica, perchè ottieni l’opportunità di scattare foto indimenticabili e condividere la tua esperienza con il mondo! Questa attività perfetta per tutta la famiglia. I bambini si divertiranno a scoprire i misteri e i simboli dell’abbazia mentre gli adulti si perederanno nella sua maestosità.”

CACCIA AI SIMBOLI  visita guidata per i più piccoli!

ORARI DELLE MESSE

Giorni Feriali: S.Messa alle 7:15; S.Rosario alle 16:30 (17:30 estivo); S. Messa alle 17:00 (18:00 estivo)

Giorni Festivi: S.Messa alle 7:30; alle 9:30; alle 11:30; S.Rosario alle 16:30 (17:30 estivo); S. Messa alle 17:00 (18:00 estivo)

Durante le funzioni non è permessa la visita all’interno della chiesa abbaziale.

Sator, il misterioso enigma dei Templari

Se siete appassionati di enigmi e misteri, non potete perdervi il mistero di Sator all’Abbazia di Valvisciolo. Questo antico enigma ha stuzzicato la curiosità dei visitatori per secoli, con la sua frase palindroma che può essere letta sia in avanti che all’indietro. Ma cosa c’entra tutto questo con i Templari? Pare che l’ordine dei Cavalieri Templari abbia avuto un ruolo significativo nell’Abbazia di Valvisciolo, e molti credono che il mistero di Sator sia collegato ad essi. Nonostante le numerose teorie e supposizioni, il vero significato di Sator rimane ancora avvolto nel mistero. Quindi, se volete cimentarvi nella risoluzione di uno degli enigmi più affascinanti dell’Abbazia di Valvisciolo, non dimenticate di fare una visita guidata con la guida che vi condurrà attraverso i segreti nascosti di questo luogo incantato.

BREVI CENNI STORICI

I cistercensi, della vicina Marmosolio nei pressi di Ninfa, traslarono la sede della loro distrutta abbazia giungendo ai piedi del Monte Carbolino fra il XII e il XIII secolo.

Restaurando e adattando alle loro esigenze delle strutture preesistenti, abitate forse dai monaci Basiliani di San Nilo il giovane (nel IV-V secolo oppure secondo l’Angeloni nel VIII-IX secolo). I monaci della distrutta Marmosolio presso Ninfa chiesero nel 1206 l’autorizzazione al Capitolo Generale dell’Ordine di ufficializzare questa traslazione.

L’Abbazia di Valvisciolo rappresenta uno degli esempi più interessanti dello stile  Gotico Cistercense nel Basso Lazio dopo l’Abbazia di Fossanova, della quale ne fu una filiazione.

A questa abbazia è legata una leggenda medioevale, dove si narra che nel 1314, quando venne posto al rogo l’ultimo gran maestro dell’Ordine dei monaci Templari, Jacques de Molay,  gli architravi delle chiese si spezzarono. Ancora oggi, osservando attentamente l’architrave del portale principale dell’abbazia, si riesce a intravedere infatti una crepa.

Nel 1411 l’abbazia fu ceduta in commenda alla famiglia Caetani. Nel 1523 fu declassata da papa Clemente VII a priorato semplice. Sei anni dopo fu ridotta a priorato secolare. Tra il 1600 e il 1605  fu abitata dai cistercensi della congregazione dei foglianti  fino al 1619. Tra il 1619 e il 1635 l’abbazia fu abitata dai Minimi di San Francesco di Paola. Tornarono nuovamente i foglianti che l’abitarono fino alla soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte.Papa Pio IX  fece due importanti visite all’abbazia nel 1863 e nel 1865. Fu per volere di Pio IX che l’abbazia divenne priorato conventuale dipendente dalla congregazione di Casamari. Il 5 luglio 1888 il priore d. Bartolomeo M. Daini riscattò il complesso monastico messo all’asta dal comune di Sermoneta con la somma di 10.150 £. Ora l’abbazia continua ad essere abitata dai monaci cistercensi della congregazione di Casamari.

L’interno della chiesa abbaziale, a tre navate suddivise da pilastri a pianta rettangolare, presenta pareti spoglie secondo i dettami dell’Apologia di San Bernardo. Le scarne decorazioni sono a carattere geometrico (finto concio) e vegetale. Anche se molto interessanti sono gli affreschi del 1589 eseguiti dal Pomarancio su commissione della famiglia Caetani (la cappella di San Lorenzo, il presbiterio e il coro).

Il chiostro è un vero gioiello architettonico, con 112 colonnine binate tra le quali ci sono diversi simboli interessanti.

Il graffito raffigurante il famosissimo SATOR nella parete corrispondente all’ex dispensarium è molto ricercato essendo un unicum nella sua forma. Il palindromo affascina per il suo mistero i migliaia di visitatori che incuriositi vengono ad ammirarlo.

 

L’eredità dei Cistersensi nell’Abbazia di Valvisciolo

L’eredità architettonica e spirituale dei Cistersensi nell’Abbazia di Valvisciolo è come un tesoro nascosto che merita di essere scoperto. Questi monaci medievali, noti per la loro austerità e devozione, hanno lasciato un’impronta indelebile in questo luogo incantato. Osservando l’architettura semplice e maestosa dell’abbazia, si può quasi sentire l’eco delle preghiere dei monaci che vi risiedevano e di quelli attuali che vi risiedono tuttora. I Cistersensi hanno lasciato un’impronta non solo nelle mura di pietra, ma anche nel paesaggio circostante. Gli ampi uliveti e i vigneti che circondano l’abbazia sono un omaggio alla loro abilità agricola e all’amore per la terra. Visitare l’Abbazia di Valvisciolo significa immergersi nella vita di questi monaci e apprezzare il loro impegno per la semplicità e la contemplazione. È un luogo che permette di riflettere sul passato e di riscoprire la bellezza della vita semplice.

Estratto da alcuni commenti

Un viaggio nella storia dell’Abbazia di Valvisciolo ci ha permesso di scoprire un luogo ricco di misteri e fascino. Visitare l’Abbazia di Valvisciolo è un’esperienza unica, che ci trasporta indietro nel tempo e ci fa immergere nella spiritualità dei Cistersensi. Le visite guidate, condotte da Sonia Testa, ci permettono di apprezzare ogni dettaglio di questo luogo magico. Ma c’è ancora tanto da scoprire sull’Abbazia di Valvisciolo: il misterioso enigma del Sator e l’eredità dei Templari sono solo alcune delle incognite che attendono di essere svelate. Che segreti si nascondono ancora tra le sue mura antiche? Che altro potremmo imparare dalle tracce lasciate dai Templari e dai Cistersensi? Forse è solo attraverso la curiosità e la ricerca che potremo scoprire la verità nascosta dietro questi enigmi secolari.

 

COME ARRIVARE

Via Abbadia,14

Sermoneta (Lt)

Google Maps

https://street360.net/italy/lazio/abbadia-di-valvisciolo_latina.php

Pubblicato da conoscerepertutelare

L’accesa passione per la ricerca, per la storia, per l’andare a fondo su determinati temi e l’amore per la sua città ha influenzato fino ad ora le numerose pubblicazioni della scrittrice Sonia Testa. In effetti, la ricostruzione di cicli pittorici, attraverso solerti e tenaci indagini d’archivio è per la studiosa una vera e propria vocazione. Dalla sua costanza e curiosità sono scaturite notizie importanti e soprattutto inedite, che hanno contribuito a fare luce su questioni irrisolte da anni. Studi che hanno ad esempio contribuito a dare una paternità legittima ad alcune opere erroneamente attribuite ad autori che non potevano materialmente (perché già scomparsi) averle eseguite. Hanno dato datazioni corrette a opere che per anni erano state datate erroneamente. Hanno dato letture corrette ad affreschi che nessuno prima aveva letto accuratamente. Hanno anche contribuito a tracciare biografie di artisti poco noti al pubblico. Per, Sonia Testa, lo studio e la ricerca sono sempre stati due perni importanti nella propria vita e per questo è stata spesso definita da alcuni “topo d’archivio”. Inoltre i suoi studi sono sempre stati corredati dalla divulgazione delle scoperte fatte in un linguaggio semplice, schietto, chiaro, privo di termini obsoleti e desueti. Ma con toni frizzanti e rivolti soprattutto a fare conoscere. Perché uno degli scopi primari di queste pubblicazioni è proprio quello di far scoprire il patrimonio storico artistico di Sermoneta affinché possa essere protetto, valorizzato e tutelato. Lo slogan abbracciato dalla studiosa da diversi anni è proprio questo: conoscere per tutelare!